Le elezioni amministrative dell’agosto 1923
Dopo tre anni di amministrazione Guarinoni a metà agosto del 1923
si tennero le ultime elezioni amministrative prima che il regime fascista istituisse
la figura del Podestà di nomina governativa. Differentemente dalle precedenti questa volta
il partito fascista prevalse. Sabato 18 agosto 1923 si insediò il nuovo consiglio
che nominò Costante Bortolotto Sindaco di San Donà di Piave.
Questo l’articolo della Gazzetta di Venezia che racconta quella giornata:
«Il Commissario prefettizio ha oggi insediato il nuovo Consiglio comunale.
Dopo la lettura della relazione che fu applauditissima, venne nominato sindaco il sig. cav. Dott. Costante Bortolotto.
Furono nominati assessori effettivi i sigg. Janna cav. Dott. Vincenzo, De Faveri dott. Cav. Giuseppe,
Bastianetto Marco e Guarinoni ing. Guido. Assessori supplenti i sigg. Velluti ing. Francesco e Davanzo Giuseppe.
Furono spediti i seguenti telegrammi: “S. E. Benito Mussolini, Roma – Nuova amministrazione San Donà di Piave
risorta dalla guerra prima volta riunita oggi sede municipale da Vostra Eccellenza inaugurata
manda reverente saluto e ossequio Capo Governo auspicando che programma restaurazione nazionale
abbia completo sicuro svolgimento.” “Generale Cittadini, Primo Aiutante Campo Sua Maestà Re d’Italia, Roma.
Nuova amministrazione comunale San Donà di Piave riunitasi prima volta rivolge ossequiente pensiero
a Sua Maestà il Re di Italia milite in guerra probo cittadino in pace primo fra tutti nelle nobili
proficue e sane iniziative nazionali.”
Oggi continuazione della Pesca, musica in Piazza, rappresentazione straordinaria del Circo Caveagna
e un attraente spettacolo pirotecnico. Si prevede gran numero di gente. La tradizionale fiera
di S. Rocco è stata superiore ad ogni aspettativa».
L’amministrazione Bortolotto si mosse in continuità con quella precedente in un quadro che vedeva oramai
il partito fascista sempre più dominante nella politica cittadina.
A livello nazionale
la tensione crebbe con la legge Acerbo che condizionò le elezioni politiche dell’aprile 1924
cui seguì il delitto Matteotti, anticamera all’instaurazione della dittatura.
Costante Bortolotto rimase in carica due anni, poi il 9 marzo 1925, con la sua nomina
a fiduciario del P.N.F di tutto il Basso Piave, passò il testimone al dott. Giuseppe De Faveri,
in continuazione con lo stesso Consiglio Comunale in precedenza eletto.
Il Consiglio rimase in carica ancora poco più di un anno, per poi venire sciolto il 18 luglio 1926.
Dopo un periodo di commissariamento prefettizio del cav. rag. Arturo Sears,
il 9 aprile 1927 venne nominato il primo Podestà di San Donà di Piave...
che fu appunto Costante Bortolotto, che ritornava così a rivestire la prima carica cittadina.
La sua amministrazione, attiva in molteplici direzioni, fu caratterizzata da uno spirito pragmatico,
efficace indubbiamente anche se non sempre rigoroso nei suoi atti amministrativi. E questo fu il versante sul quale lo criticò
l'ingegner Giovan Battista Dall'Armi, esponente di quella classe industriale che si contrapponeva alla classe di agrari e
proprietari terrieri.
Quando pareva che la sua nomina a podestà sarebbe stata rinnovata senza problemi (famosa la lettera di congratulazioni di Saretta
in occasione della prevista riconferma),
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Chiesa Arcipretale
di S. Maria della Grazie
in S. Donà di Piave
… Commendatore,
apprendo dai giornali la notizia ufficiale della sua riconferma a Podestà di S. Donà di Piave.
Mentre mi congratulo con Lei, per la nuova meritata prova di fiducia che riceve da parte del Governo,
mi associo alla esultanza e alla gioia del Paese, che riconosce le Sue insigni benemerenze
e che in Lei ripone tante care speranze.
Sicuro che Ella mi continuerà nel Suo appoggio e la Sua benevolenza, per il bene comune
di questa Terra così provata e così gloriosa, mi gode l'animo di rinnovarle i sensi della
più profonda stima e della più leale e sincera devozione.
… (?)
Luigi Saretta
S. Donà 9 – V – 32 _ X
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arrivò invece quella per l'ingegner Dall'Armi, che in qualche modo "gli aveva fatto le scarpe".
Interessante ricordare la sua posizione relativamente all'abbellimento di Piazza Indipendenza e al Monumento a Giannino Ancillotto.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale la sua paura dei comunisti diventò una sorta di fissazione e diverse sono le leggende che si tramandano relativamente
alle possibili incursioni comuniste nella vita della città e sua personale.
Qui sotto il santino che veniva stampato e spedito come ringraziamento in occasione del trigesimo della morte.
Due mesi dopo lo raggiungeva l'amata moglie.