
Pare che di cognome facesse Faggian. Aveva uno strano modo di camminare, un poco ciondolante.
Aveva un suo umorismo e una sua filosofia di vita; a chi lo rimproverava di essere un nullafacente
rispondeva: «Te vorìa a me inteigenza a ti, par vivar senza lavorar, come mi».
Non aveva tutte le rotelle a posto ed era perciò vittima degli scherzi più vari.
Ad esempio, una volta gli sostituirono il fanale della bicicletta con una candela vera e propria, e non trovò la cosa così balzana.
Raccontava sempre di una morosa, la Milena, della cui esistenza non erano in pochi a dubitare; e che, se anche fosse esistita,
neppure sapeva di essere stata da lui eletta “sua morosa”.
Lo avevano convinto che il sindaco Pilla gli aveva portato via la morosa, la Milena, e che forseera il caso di andare dai Carabinieri
a fare denuncia del furto, o della scomparsa; e lui ci andava veramente dai Carabinieri, o dai Vigili, a chiedere se gli avessero trovato la Milena.
Gli uomini in divisa, che lo conoscevano, stavano al gioco, fingevano di prendere sul serio le sue accuse nei confronti del sindaco Pilla,
e poi anche gli spiegavano perché non riuscivano a prendere Pilla, spiegazione che poi lui riportava agli altri, a quelli che lo avevano indirizzato dai Carabinieri o dai Vigili:
“Satu perché no i lo ciapa? Parché ’l é senza fissa dimora”.
Andava per le case a portare verdura, si guadagnava qualcosa con quel lavoretto.
Gli avevano dato un piccolo block notes e un pezzo di matita, e lui, che non sapeva né scrivere né far di conto,
tracciava sulle paginette del block-notes tanti ciondoli, più grandi o più piccoli a seconda dell’entità della somma
che credeva di aver guadagnato.
Aveva il terrore del cinematografo, le cui immagini in movimento scambiava per realtà – un po’ come all’inizio gli spettatori
dei filmati dei fratelli Lumiere avevano scambiato per reale il treno che veniva loro addosso, ed erano fuggiti impauriti
dal cinematografo – e così Gigetto Patan si piazzava fuori del cinema ma non s’azzardava mai a entrare: i gestori del cinema l’avrebbero anche fatto
entrare gratis, povero com’era, ma lui era convinto che le riprese delle sole teste fossero realissime teste tagliate.