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Storia di San Donà Piazza IV Novembre, un sogno svanitoLo snaturamento di una piazza(di Giacomo Carletto)
Vicolo nuovo e Piazza IV Novembre erano, nel piano di Ongaro e Puglisi allegra, un binomio inscindibile poiché solo interagendo si sarebbero valorizzati l'un l'altra: Piazza IV Novembre infatti doveva divenire la più importante del paese, con palazzi governativi e portici lungo tutto il perimetro, mentre il Vicolo Nuovo vi si doveva immettere perpendicolarmente, per dare loro una prospettiva neobarocca. Fino ad allora il Vicolo Nuovo era stato un tratto cieco, limitato all'attuale parte iniziale, e utilizzato solo dagli abitanti del “Campiello”. Per anni furono condotte dall'Amministrazione Comunale trattative estenuanti con i privati per la costruzione dell'ultimo tratto, la definizione del tracciato, l'indennizzo delle espropriazioni e il reperimento dei fondi necessari, perdendo probabilmente di vista l'obiettivo fondamentale, che consisteva non tanto nel collegamento viario tra la nuova piazza e la via principale, ma nell'edificazione di un complesso monumentale che avrebbe giustificato la costruzione della strada stessa, ortogonale alla piazza.
Venuta meno questa ipotesi - gli edifici più rappresentativi si stavano nel frattempo costruendo in piazza Indipendenza - diveniva
irrilevante che il tracciato del Vicolo Nuovo sì immettesse perpendicolarmente o meno nella piazza, poiché il percorso rettilineo
non avrebbe più avuto un punto focalizzante su cui convergere.
Dopo una prima richiesta di indennizzo da parte del Comune, ci si accordò per una permuta, che riproponeva quella
precedentemente annullata dall'organo di controllo: il Comune ottenne la proprietà del Vicolo, trasformandolo in una strada comunale
e allargandolo da 5,50 metri a 7 metri.
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