Storia di San Donà
attraverso documenti, foto e cartoline
Piazza Rizzo, un tempo Foro Boario
L'attuale Piazza Rizzo nacque alla fine del XIX secolo come Foro Boario.
Di seguito i documenti che portarono l'Amministrazione alla sua creazione.
Dal registro delle Delibere del Consiglio Comunale, anni 1892-1900
Delibera del 28 ottobre 1897
Scelta della località per il mercato bovino in questo capoluogo.
Da trenta anni si sentiva il bisogno di stabilire una località opportuna ad uso di Foro Boario per togliere lo sconcio che presntava il bestiame nella piazza ora dell'Indipendenza centro naturale dell'abitato. Nella seduta 12 dicembre 1875 il consiglio riconosceva la convenienza, ai riguardi dellla decenza, dell'igiene pubblica e della sicurezza del transito di trovare una località meno inopportuna della attuale pel mercato bovino in incremento e incaricava la giunta a fare gli studi e di presentare le proposte.
In qell'epoca la piazza non aveva che il fabbricato municipale ed ora ha scuole e fabbricati civili ai lati. Allora il mercato raggiungeva appena la metà del numero degli animali che concorrono oggi, per cui la convenienza del 1875 è divenuta una necessità nel 1897.
I ricavi degli esercenti che avevano i loro negozi in prossimità della piazza ritardarono nel 1875 l'attuazione del progetto. Nelle sedute del consiglio 21 dicmbre 1889 e 11 novembre, 7 ottobre 1892 e 4 e 20 novenbre 1896 il bisogno assoluto di destinare apposita area per il mercato bovino ... con voto unanime per tre principali ragioni.
A) per l'aumento del bestiame che rende insufficiente la piazza alle esigenze del commercio.
B) Per la tutela della libertà di transito e la sicurezza minacciata dal disordinato agglomerato in un punto troppo angusto.
C) Per rimuovere lo sconcio giustamente deplorato dalla permanenza di centinaia di bestie nel cuore dell'abitato.
Nel 1892 si iniziarono le trattative e gli studi per varie località che per sopraggiunti ostacoli non approdarono ad una conclusione.
Nel bilancio 1893 però furono stanziate con il consenso della Giunta Amministrativa lire 2000 per formare il fondo necessario all'attuazione del progetto, ma incertezze lasciarono incompleto il piano.
Dal 1896 si ritornò da capo con lo stanziamento di lire 2569,68 per la costruzione del fondo per il Foro Boario ideato trent'anni prima e l'onorevole G.P.A., riconoscendo il bisogno del nuovo mercato, approvava per la seconda volta la massima e lo stanziamento.
Finalmente la Giunta municipale quale esecutrice della deliberazione del consiglio incalzata dalle lagnanze dei cittadini e forestieri per la incolumità, l'indecenza, il danno e il pericolo che presenta il mercato ha nominato una commissione fra i notabili e maggiori censiti dal Comune allo scopo di avere una proposta concreta sulla scelta della località adatta al mercato bovino da trent'anni desiderato e da pochi esercenti soltanto avversato.
La commissione composta dai sigg. Ancillotto cav. Giovanni, Bressanin cav. Gregorio,
Bortolotto cav.uff. Cesare, Janna cav. Alessandro, Trentin cav. Marco ha adempiuto
l'incarico e riferisce:
Onorevole Giunta Municipale.
Incaricati di far studi e proposte per un nuovo mercato bovino pel bestiame abbiamo preso in esame tutte le possibili località in prossimità del centro abitato, e fatte tutte le considerazioni di ubicazione e di opportunità abbiamo dato la preferenza a quella che ora vi proponiamo e che è segnata nel tipo che si allega. E' una zona di terreno in continuazione del largo della chiesa che va fino alla Fossa Molina, della superficie di mq 14.500 circa con l'abbattimento di due case a e b di proprietà Cian e Alfier. Allo scopo di esaminare completamente il nostro incarico e per opporvi dati positivi di spesa siamo venuti a trattative con le ditte da espropriare e abbiamo fatti i convegni che pesentiamo impegnativi per le ditte e subordinati alla nostra approvazione.
1) Il sig Francesco Bortolotto cede circa mq.12400 di terreno a lire 0,80 il mq per un totale di lire 9920,00 obbligandosi a costruire una mura di divisione lungo tutta la sua fronte.
2) Il sig. Bortolo Galletti cede mq.900 di terreno a lire 1000 con l'obbligo, a sue spese, di continuare la mura di confine sulla sua fronte.
3) Agli Alfier eredi si fece la proposta di trasportare la loro casa in località migliorandola ed assegnandovi una maggiore area di terreno, ma non si potè ancora arrivare ad una conclusione.
4) La sig.ra Anna Cian cede al comune o a chi per esso tutta la sua proprietà situata dietro la Chiesa per il prezzo di lire 5700 netta da spese e gravata di un livello di annue lire 70.
5) Il sig.Vincenzo Bortolotto subentra come acquirente di questa proprietà e si obbliga A) di cedere al Comune l'area occorrente pel mercato al prezzo di costo. Saranno circa mq.1200 che si valutano in lire 1300. B) …
Registro delle delibere di Giunta, anni 1889-1906
Delibera dell’11 marzo 1898
Autorizzazione di stare in giudizio contro i consorti Alfier per rispondere all'atto la perizia ing. Perlasca relativa all'espropriazione di una casetta a causa di pubblica utilità,cioè la costruzione del mercato bovino. Delibera inoltre di prescegliere per difensore l'avv.Giuseppe Ventura di Venezia.
Delibera del 12 settembre 1898
Disposizione per l’inaugurazione del Foro Boario
“Che l'inaugurazione avvenga nella prossima occasione della fiera di ottobre in via di esperimento.
Che venga accolta la proposta di Bortolo Salustri relativa ai pali di acacia per la stesa delle corde onde mantenere il bestiame in linea rilevando che il prezzo di detti pali non oltrepassi lire 240 al quintale, il diametro dei pali non sia inferiore a cm 15 per cui dopo un triennio i pali ritorneranno al sig. Salustri e il municipio corrisponderà al medesimo a titolo di consumo la metà del prezzo di stima. Il numero dei pali si calcola da 30 a 50.
Il mercato del pollame verrà provvisoriamente trasferito sul rialto Jesolo. Gli ingressi del foro boario saranno sgombrati con riserva di toglire l'albero presso l'angolo della casa canonica dopo la demolizione della casa Alfier lasciando la cura di disporre all'ing. Giobatta Bernardi.
Le baracche con cibarie e vino siano collocate dopo la mura di Vincenzo Bortolotto, le carrette in località che non diano ingombro, che gli stradini siano incaricati dell'ordine salvo le disposizioni del Capo e la vigilanza del'ing. Comunale e del delegato di P.S.
Delibera dell’8 agosto 1899
Proposta degli eredi Alfier per una transazione della lite da essi istituita per l'espropriazione della casetta di loro proprietà. La proposta potrebbe essere accolta solo quando fosse semplificata limitando le pretese al compenso chiesto, senza altra condizione oltre quella di lasciare il materiale di disfacimento a loro favore quando si assumano la demolizione della casa e lo sgombero di tale materiale.
Delibera del 19 ottobre 1899
Abbattimento delle piante alla casa Bortolotto Vincenzo presso il mercato bovino
e particolarmente quella all'angolo che toglierebbe luce al fanale da collocarvi.
1902: fiera in Foro Boario
Il Foro Boario e il rione baraccato
Dopo la Grande Guerra il nuovo piano regolatore elaborato da Camillo Puglisi Allegra e Max Ongaro prevedeva che il Foro Boario,
per motivi igienici e per facilitare il mercato del bestiame, fosse collocato in via Pralongo.
Era una soluzione razionale, già prevista dal piano di inizio secolo a cui Max Ongaro e Camillo Puglisi Allegra
avevano dato maggior respiro e coerenza. Tuttavia la realizzazione di questo progetto trovò degli impedimenti
così forti e prolungati nel tempo, e sempre legati a situazioni contingenti,
che il trasferimento non venne mai attuato, nonostante non se ne fosse mai abbandonata l'idea.
All'indomani della guerra erano tornate a San Donà centinaia di famiglie che avevano trovato alloggio
in via provvisoria in numerosissime baracche: queste però occupavano aree, pubbliche o private, che
dopo l'emergenza del primo momento, sotto la spinta del piano regolatore e delle esigenze dei singoli,
costituivano un impedimento agli interventi di ricostruzione progettati.
In questo contesto divenne dunque dunque prioritaria la scelta politica da adottare nei confronti
dei baraccati: solo una parte di loro era in grado di spostare con i propri mezzi la misera abitazione,
reperendo aree alternative, ma altri, i più poveri, non erano in grado di farlo; si dovette perciò provvedere
all'individuazione di un'area di proprietà pubblica in cui “re-impiantare” le baracche smontate.
L'unica area disponibile venne individuata, “provvisoriamente”, in via Pralongo, in un terreno
del dott. cav. Vincenzo Janna, già destinato dal piano regolatore al nuovo Foro Boario.
Il quartiere venne urbanizzato dal Commissariato per la Riparazione dei danni di guerra,
dipendente dal Ministero delle Terre Liberate, e consegnato al rappresentante del Comune il 21 luglio 1922.
Occupava 21.370 mq.
Ma lungi dall'essere una sistemazione provvisoria, il “Rione baraccato” - che i reduci del campo
di prigionia di Mauthausen, riconoscendolo così simile al luogo della loro dolorosa forzata permanenza,
ribattezzarono allo stesso modo, poi in gergo “Matausen” - divenne una struttura permanente nel paesaggio
urbano di San Donà, e impedì il trasferimento in via Pralongo del Foro Boario, che rimase nella vecchia sede.
Dopo un primo periodo di abbandono, divennero improcrastinabili, nell'area del mercato bovino,
alcuni interventi migliorativi sia dal punto di vista igienico sanitario, per tutelare gli abitanti del quartiere,
sia dal punto di vista funzionale, per rispondere all'importanza che esso andava assumendo nel territorio:
fu sistemata la piazza, dotata di una fontanella e di un sistema fognario, nonché di una ringhiera
alla quale potevano essere legati numerosi capi di bestiame; fu costruito un “piano caricatore” per facilitare
il trasporto degli animali, come se l'area dovesse essere destinata per sempre a tale scopo.
Ma gli inconvenienti che la permanenza di questa struttura poneva alla vita del paese erano notevoli,
poiché impediva l'utilizzazione di questo spazio per il mercato, obbligando l'Amministrazione Comunale
a occupare in alternativa le strade del centro e la Piazza Indipendenza, con rilevanti problemi di viabilità,
tanto che la questione delle aree pubbliche destinate al mercato venne sempre riproposta,
segno della difficoltà di pervenire ad una soluzione definitiva.
Ancora nel 1941, a guerra iniziata, il podestà Conte Matteo Folco cercò una sistemazione permanente
acquisendo un'area di ben 7175 mq, confinante con il macello e non lontana dal rione baraccato,
per costruirvi il nuovo Foro Boario. L'andamento tragico degli eventi bellici ne impedì nuovamente
la realizzazione, lasciando invariata la situazione.
Giacomo Carletto
1946: il Foro Boario, qualche mese prima di essere intitolato
ad Attilio Rizzo

1962: piazza Rizzo

1969: piazza Rizzo
