Storia di San Donà
anche attraverso foto e cartoline

Il ponte stradale sul Piave
(Ponte della Vittoria)

Il Ponte della Vittoria sul fiume Piave è il più antico ponte che attraversa il fiume tra San Donà di Piave e Musile. La SS14 che transita su di esso funge da collegamento principale tra il comune di San Donà e quello di Musile.
La struttura attuale del ponte è costituita da quattro travate di acciaio indipendenti l'una dall'altra sostenute da tre piloni in muratura con fondazioni ad aria compressa. Il ponte è lungo 210 metri e largo circa 12 metri (compresa una pista per il transito di pedoni e biciclette su entrambi i lati del ponte).

Tuttavia il ponte che oggi vediamo non è quello originale: durante la sua storia, ha subito infatti due ricostruzioni dovute alla sua distruzione nei conflitti della Prima e Seconda Guerra Mondiale; e ha cambiato anche nome; e colore. Ma ecco la sua storia.

Il primo ponte in legno venne costruito nell'agosto del 1876 ad opera della ditta Lazzaris-Wiel; tuttavia un'alluvione del 1882 lo distrusse completamente.
Nel 1884 iniziarono i lavori di ricostruzione, e questa volta il ponte fu costruito in ferro e sorretto da quattro pile di colonne in muratura. Ogni pila era distante dall'altra 37 metri. Il ponte era lungo 210 metri e aveva una carreggiata di circa 5 metri di larghezza. I lavori di ricostruzione terminarono nel 1886 per un costo complessivo di oltre 340.000 lire.

1900

La stessa foto in una stampa del 1903

primi del '900: Villa Meh Peh, vicino al ponte

Nel 1902: saluti a tutti, vostro zio Virgilio

1907

Nel 1915: prima della battaglia

Durante la Prima Guerra Mondiale, in seguito alla sconfitta di Caporetto, l'esercito italiano si vide costretto a far saltare i ponti (quello stradale e quello ferroviario) in modo da impedire l'avanzata dell'esercito austro-ungarico. Per questo motivo, la ventesima compagnia minatori provvide alla loro demolizione: era il 9 novembre 1917.

1918: il ponte stradale distrutto


In attesa che venisse ricostruito il ponte distrutto dalla guerra
nel 1919 ne fu costruito a lato uno provvisorio di legno.

Nel 1920 iniziò la ricostruzione del ponte ad opera della ditta lombarda Badoni-Bellani-Benazzoli. Il costo complessivo si aggirò sui 4 milioni e mezzo di lire di cui 2 e mezzo finanziati dallo Stato. Al ponte venne anche dato un nome: "Emanuele Filiberto di Savoia duca della Vittoria", in onore del celebre duca d'Aosta che giunse a presenziare in rappresentanza della famiglia reale. In seguito la gente si sarebbe rotta le balle di dire ogni volta il lungo nome per intero e il ponte fu indicato semplicemente come "Ponte della Vittoria".
Il Ponte fu inaugurato il 12 novembre 1922, presenti anche il Patriarca di Venezia, il vescovo di Treviso, e il sindaco di San Donà di Piave (l'ingegner Guido Guarinoni).

Qui sopra la copertina de La Domenica del Corriere che il celebre disegnatore Achille Beltrami dedicò all'evento. Il numero (Num. 48) era quello della settimana del 26 novembre - 3 dicembre 1922, Anno XXIV.
La didascalia sotto la tavola riportava: Sul fiume sacro. La solenne inaugurazione, alla presenza del Duca d'Aosta e del Patriarca di Venezia, del nuovo grande ponte che congiunge le sponde del Piave, a San Dona.

Clicca QUI per la pagina monografica sull’inaugurazione del ponte

Febbraio 1929: Piave ghiacciato


1932

1934: il ponte visto da Musile

1940 circa

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell'ottobre del 1944 il ponte venne nuovamente distrutto da un bombardamento aereo angloamericano. Furono abbattute due campate dalla parte di Musile.
I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1946 e vennero portati a termine nel 1950. Il ponte fu ribattezzato "Ponte della Vittoria", ed è il ponte giunto fino ad oggi.

1956

anni '60: il ponte visto da Musile. Prime foto a colori. Ma il ponte è grigio-ferro.

1972: vista dal ponte, tinto di verde.

Sul finire del secolo le due passerelle laterali, divenute troppo anguste per ilpassaggio di pedoni e ciclisti (questi ultimi da tempo ormai non si azzardavano più a imboccare la sempre più trafficata strada, di fatto riservata alle auto) furono allargate, includendo ciascuna una pista ciclabile.

Negli anni 2000, il ponte subì un restauro cromatico curato dall'architetto italiano Ettore Sottsass. Destò scalpore la grossa cifra spesa per una soluzione che - seppur piacevole - non ha nulla di geniale. Ettore Sottsass - nel giustificare la ragguardevole parcella - motivò dicendo di aver colorato la struttura integrandola all’ambiente circostante del fiume. Sì, va beh. Un concorso tra i bambini delle elementari avrebbe prodotto risultati analoghi.

2014

Per non intralciare il traffico proveniente da Musile, per decenni fu vietata agli automobilisti la svolta a sinistra. Poi si trovò che una rotonda avrebbe potuto risolvere brillantemente il problema: gli spazi erano esigui, ma la si sperimentò. La rotonda provvisoria di Jersey davanti al ponte dalla parte di San Donà che per anni aspettò una soluzione definitiva, la ottenne nel 2019 con una soluzione minimale moderna.