STORIA di SAN DONÀ
dal 1928 al 1929
il Fascismo bene in sella


1928

Arrivano i Salesiani. Finalmente, con festosa e trionfale accoglienza, nel giorno della festa patronale lunedì 24 settembre 1928, arrivarono in treno a San Donà i primi tre Salesiani: il direttore don Riccardo Giovannetto, il chierico Luigi Ferrari e il coadiutore Mauro Picchioni. I tre Salesiani, per alcuni mesi, furono ospitati nell’Orfanotrofio, gestendo il collegio per i 67 orfani maschi, mentre in un’altra ala isolata del medesimo Istituto, gestita dalle Suore di Maria Bambina, c’erano anche le orfanelle.

1929

Fu un'invernata gelida quella che dal 1928 portò al 1929; il Piave ghiacciò.


(Busta 172 anno 1929 "Ricovero in ospedale per assideramento" 2.2.13)


                    TELEGRAMMA
Sua Eccellenza
          P R E F E T T O
               V E N E Z I A 
Segnalo Vostra Eccellenza che causa eccezionali rigori 
      sono costretto a ricoverare urgenza ospedale gran parte 
      popolazione malata che abita nelle baracche onde impedire 
      decessi per assideramento stop tale provvedimento mi 
      porterà notevole aumento spese che però spero contenere in 
      bilancio stop 
             Ossequi
                 Podestà Bortolotto

 

13 febbraio 29 a Sua Ecc. il R. P R E F E T T O V E N E Z I A Sento il dovere di segnalare alla Ecc. Vostra le condizioni anormali di bisogno che la popolazione povera ha in questo momento di rigidissimo inverno. Ho oggi telegrafato informando che in molti casi pietosi dovetti ricoverare all'Ospedale metà dei componenti famiglie che abitano baracche cadenti diroccate, residui del dopo guerra; i Medici ed i Parroci mi fanno rapporti di minaccia di assideramento, onde cerco di rimediare alla meglio, provvedendo con l'assistenza a casa o con ricovero nell'Ospedale: il bisogno è grande, Eccellenza, e la spesa che il Comune dovrà sostenere aiutato dalla pubblica beneficenza è una dura necessità ma spero poterla contenere entro una cifra sopportabile dal bilancio Comunale: avverto di ciò Vostra Ecc. perché cerco di provvedere anche a mezzo della Congregazione di Carità che avrà quindi bisogno di nuovi fondi amministrati con la massima economia: calcolo, se il freddo non continuerà molto, che la spesa in più non sarà superiore alle 12-15 ventimila lire. I miei ossequi fascisti IL PODESTA'

Il 14 febbraio le temperature raggiunsero addirittura i -20°.
La gente giunse persino in bici sullo spesso strato di ghiaccio.


sportivi




quanta eleganza...




 
                COMUNE DI SAN DONÀ DI PIAVE
                        San Donà di Piave, 15 febbraio 1929 – VII
         Ill/mo Signore,

       I rigori della stagione hanno rese più difficili le condizioni dei più 
miseri ed hanno inasprito dolorosamente le sofferenze dei poveri. In questi 
ultimi giorni la mortalità è aumentata e purtroppo si ebbero a lamentare molti 
decessi nei giovani e nei bambini.
       Le amministrazioni del comune e della congregazione di carità, preoccupate 
da tale stato di cose hanno aumentato le loro cure verso i più bisognosi; così 
fu provveduto con insolita larghezza ai ricoveri all'ospedale civile, fu 
distribuita la refezione calda ai bambini delle scuole elementari, furono 
erogati sussidi in denaro ed ingeneri, ma non ostante lo sforzo delle 
amministrazioni suddette i provvedimenti adottati si dimostrarono ancora 
inadeguati ai bisogni della popolazione.
       Per poter provvedere con maggiore larghezza e per porgere sollievo a tanti 
poveri che soffrono, ci rivolgiamo al nobile cuore della Signoria Vostra 
illustrissima, nella certezza di essere esauditi, per pregarla di volere in 
qualsiasi forma, sia con elargizioni in denaro, sia pure, e ciò potrà riuscire 
più gradito, con donazione di generi di qualsiasi specie, concorrere per 
metterci in grado di aiutare urgentemente i più miseri che non hanno di che 
sfamarsi e di che di coprirsi.
       Nelle opere di carità i cittadini sandonatesi non sono secondi a nessuno, 
siamo certi pertanto che la nostra richiesta sarà esaudita e di ciò fin d'ora 
anticipiamo i più vivi ringraziamenti.
      Ossequi fascisti.
                                IL PODESTA'
                           Dott. C. BORTOLOTTO
                                                   IL PRESIDENTE
                                         della Congregazione di Carità
                                                   LUIGI TRENTIN

N.B. - Si prega inviare le offerte alla segreteria della Congregazione di Carità
 


Qui sotto il Piave a Fossalta, presso il Buso Burato, il 17 febbraio.


1930

Se nel 1928 le schede di sottoscrizione per il monumento a Giannino Ancillotto avevano ripreso a circolare, fu nel 1930 che il Ministro Italo Balbo nominò l’architetto incaricato della realizzazione, individuato in Pietro Lombardi (1894-1994). Quest’ultimo aveva già aveva lavorato sul tema aeronautico attraverso la realizzazione del monumento al Gen. Alessandro Guidoni, morto in un incidente aereo a Montecelio il 27 aprile 1928.
Piazza Indipendenza nel frattempo era stata interessata da progetti relativi alla collocazione di una fontana monumentale, nonché dalla possibile destinazione di due bocche da fuoco austriache della prima guerra mondiale, ipotesi poi tramontata. Fu proprio il valore simbolico, voluto dal Ministro per il monumento, che pose fine all’eventuale coesistenza con la fontana. Con una lettera del 26 Maggio 1930 l’arch. Lombardi chiariva infatti al Podestà Costante Bortolotto che con il Ministro Balbo si era giunti alla definizione del significato che avrebbe dovuto assumere il monumento. Veniva in sostanza ribadito quanto era già emerso dal verbale dell’incontro a San Donà di Piave del 31 gennaio 1925: il monumento doveva cioè “simboleggiare l’Ala d’Italia, nel suo ardimento, nel suo progresso, e sarà il simbolo degli aviatori caduti”. Si aggiungeva tuttavia un nuovo importante elemento: si decise infatti che l’opera fosse concepita per essere vista e riconoscibile dal cielo, dagli aviatori. Una duplice vista quindi, da terra e dall’alto, già nella sua concezione progettuale, secondo un principio caro anche all’Aeropittura e alla stagione del secondo Futurismo che dagli anni ’30, attraverso il tema del volo, affermava la sua fortuna.




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