
Non dirò nulla di nuovo su San Donà che già
non sia stato detto o pubblicato
altrove, né saranno inedite le immagini che troverete, molte delle quali devo alla gentile concessione
del signor Girardi, che mi ha permesso di pubblicare quelle dell'archivio del padre Gino.
Spero che mi venga solamente riconosciuta la fatica di aver ordinato e presentato il materiale esistente
sulla piazza in maniera fruibile al grande pubblico degli utenti del web.
1940
Via Vittorio Emanuele (attuale Corso Silvio Trentin)
1940: entrata in guerra
Il 10 giugno 1940 l'Italia entrava in guerra a fianco della Germania nazista. E mal gliene sarebbe incolto.
Il 23 settembre il consiglio Provinciale delle Corporazioni impose ai Comuni
di provvedere alla intestazione e distribuzione della carte annonarie generiche fornite
dal Poligrafo dello Stato in numero di 1750. Per la compilazione furono
incaricati...
Il 5 ottobre 1940 Hitler sospendeva l’operazione “Leone marino” e dieci giorni dopo, in prima mondiale,
usciva il film “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin, il primo in cui lo stesso Chaplin parlava
(e derideva il Fuhrer e il Duce); in Italia veniva impartito l’ordine di ignorare la pellicola.
Nuovo liceo a San Donà
Il 16 ottobre 1940 veniva aperto il Liceo scientifico di San Donà dedicato all’eroe dell’aria Crico.
Tra i 6 [o 7?] iscritti del primo anno c’era Giorgio (Gae)Tano Rorato, futuro medico condotto di Croce.
Il 19 ottobre veniva ribadito un divieto già precedentemente imposto: quello di pubblicare avvisi mortuari dei caduti in guerra.
Il 28 ottobre 1940, anniversario della marcia su Roma (Mussolini era sensibile alle date),
dai confini albanesi iniziava la campagna italiana contro la Grecia. Nel Comune di San Donà cominciava
la distribuzione delle carte annonarie, tipiche dell’economia di guerra.
La guerra in Grecia andava male ma nessuno lo sapeva: il 3 dicembre 1940 le truppe italiane
furono costrette a chiedere l’intervento tedesco e il giorno dopo Mussolini toglieva l’incarico
di capo di stato maggiore al generale Badoglio per affidarlo al generale Cavallero.
Il 29 dicembre cominciava la Battaglia d’Inghilterra: la Luftwaffe sganciava
bombe incendiarie su Londra, provocando almeno 3.000 vittime tra i civili.
1941
Il regime cercava di stringere tutta la popolazione sotto l’idealità della lotta
e della guerra e il 10 gennaio 1941 XIX° in tutta Italia furono organizzati i Littoriali Maschili
e Femminili del Lavoro.
Gli Italiani venivano attaccati dalle truppe britanniche in Eritrea e da quelle britanniche
e australiane a Tobruk (21 gennaio), che il giorno dopo cadeva in mano britannica.
Il 6 febbraio le truppe britanniche entravano a Bengasi: la Cirenaica era perduta. A sostegno
degli italiani giungevano in Libia Erwin Rommel e due divisioni dell’Afrikakorps.
Il 26 febbraio le truppe britanniche entravano anche a Mogadiscio, nell’Africa Orientale Italiana: la guerra
era per gli Italiani un vero disastro.
E tuttavia le notizie che circolavano erano molto più ottimistiche.
In seguito a un decreto del Regime "una via non secondaria" di ogni comune avrebbe
dovuto essere intitolata alla Capitale, e a San Donà fu deciso di intitolare a Roma
la via Maggiore, che dunque cambiò nome: da Via Vittorio Emanuele a Via Roma
(e l'avrebbe cambiato ancora dopo la guerra, nell'attuale Corso Silvio Trentin)
Il 29 marzo sul Mar Egeo la Regia Marina Italiana perdeva cinque navi nella Battaglia
di Capo Matapan contro la Royal Navy. Il 2 aprile le truppe britanniche entravano
ad Asmara, nell’Africa Orientale Italiana.
Nel Comune si distribuivano le carte annonarie.
Il 14 aprile finalmente una buona notizia: le truppe italiane entravano
a Lubiana e s’impadronivano della Dalmazia.
Il 18 maggio gli Italiani perdevano l’Amba Alagi, conquistato dagli Inglesi.
Il 21 giugno 1941 la Germania dichiarò guerra all’URSS: era l’Operazione Barbarossa, attacco di proporzioni
gigantesche portato da 145 divisioni germaniche contro 170 divisioni russe. I tedeschi ottennero
subito grandi successi, l’URSS fu costretta ad abbandonare la Polonia e gli stati baltici attestandosi
sulla linea Stalin. Il 24 le truppe dell’Asse entravano a Brest-Litovsk, il 28 a Minsk, il 30 a Leopoli e a Riga,
il 5 luglio la Wehrmacht raggiungeva il fiume Dnepr.
Il 6 settembre iniziava l’assedio di Leningrado da parte della Wehrmacht.
Il 29 novembre una flotta di sei portaerei
al comando del Viceammiraglio Chuichi Nagumo salpava dalla baia di Hitokapu e si dirigeva alla volta
di Pearl Harbor in silenzio radio.
Il 7 dicembre le forze aeronavali dell’Impero giapponese attaccarono a sorpresa
la flotta statunitense di stanza a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, infliggendole gravissime perdite.
1942
In gennaio Mussolini decideva di inviare in Germania 200.000 lavoratori, in sostituzione
dei tanti tedeschi mandati in URSS a rimpiazzare i soldati morti, e di inviare direttamente
dei soldati in Russia: era il progetto dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia) che sarebbe giunta
al fronte ai primi di luglio.
Il comune pagava la prima rata del contributo all’E.I.A.R.
“VINCERE”. Nei documenti della scuola era comparsa
l’intestazione “Ad Augusta per Angusta”. In calce, provveditore e maestre chiudevano sempre con “VINCERE”.
Il 13 marzo in Italia la razione giornaliera di pane era ridotta a 150 grammi. La guerra andava
per le lunghe e, nonostante il “VINCERE” ovunque ripetuto, la fiducia degli italiani
in Mussolini cominciava a scemare.
Il 31 marzo 1942 il podestà Bortolotto comunicava alla Prefettura di Venezia le notizie relative alle professioni sanitarie
del Comune
In Africa si svolgeva la prima battaglia di El Alamein tra le forze italo-tedesche
e quelle britanniche; il 4 luglio veniva bombardata Brema; il 9 giungevano in Russia
altri contingenti dell’ARMIR per un totale di 230.000 soldati italiani, in gran parte impiegati sul Don.
Il 22 luglio iniziava la sistematica deportazione degli ebrei dal ghetto di Varsavia.
In settembre veniva diramato il calendario
scolastico che riportava le feste care al Fascismo.
Calendario scolastico 1942-1943 (V)= vacanza
1/10/1942 – XX Inaugurazione A.S. e Leva Fascista.
10/10 lun. Scoperta America (V)
20/10 merc. Marcia su Roma (V)
1/11 Dom. Ognissanti
4/11 merc. Anniversario Vittoria (V)
11/11 genetliaco di S. M. il Re Imperatore
8/12 Immacolata Concezione (V)
Lezioni sospese da dom. 20/12 al 15/2/1943 XXI
19/3 S. Giuseppe (V)
23/3 Fondazione Fasci
21/4 Natale di Roma
dal 22/4 giovedì al 26/4 lunedì Vacanze Pasquali
9/5 Dom. Anniversario Fondazione Impero
24/5 lun. Anniversario dichiarazione guerra
dal 28/5 ven. al 31/5 lun. festa ginnica Nazionale della G.I.L.
3/6 giov. Ascensione (V)
6/6 Dom. Festa Statuto
24/6 giov. Corpus Domini (V)
28/6 ultimo giorno di lezione
Esami dall’1 al 15 luglio sezione estiva, dall’1 al 30 settembre sessione autunnale.
Il 22 ottobre ottantacinque bombardieri pesanti britannici ‘Lancaster’ colpivano duramente Genova:
era l’inizio di una serie di devastanti bombardamenti sulle città italiane. Il giorno dopo cominciava
in Africa la Seconda battaglia di El Alamein; il 6 novembre i resti della Divisione Folgore,
in ritirata da El Alamein, si arrendevano agli inglesi dopo aver distrutto le proprie
armi rese inutili dall’esaurimento delle munizioni. La guerra volgeva al peggio. Le condizioni
degli italiani anche.
La campagna di Russia
Alla fine del 1942 l'idiota al potere (sì, Mussolini) pensò di mandare un contingente italiano in Russia:
impreparato, inadeguato, certamente valoroso ma del tutto inadatto alla guerra nelle gelate steppe russe
PARTITO NAZIONALE FASCISTA
FASCIO DI COMBATTIMENTO DI SAN DONÀ DI PIAVE
S. Donà, li 5.12.42 XX
AL SEGRETARIO federale
CA’ LITTORIA
V E N E Z I A
e per conoscenza
AL COMMISSARIO PREFETTIZIO
S.DONA’ DI PIAVE
Riscontro telegrammi riguardanti eventuali sfollanti di Venezia.
Assicuro di tutto il mio interessamento, e già assieme al
commissario prefettizio e al locale comandante della stazione RR.CC.
di quì inizieremo il lavoro.=
Ormai la squadra dei fascisti di cui fa cenno il telegramma.
BOCCATO VITTORIO Capo settore
DIOTTO GIOVANNI Commissione disciplina
COLETTI LUIGI Commissione disciplina
NORDIO UMBERTO Capo settore
MISSAGLIA GIUSEPPE Capo settore
MASCHIETTO UMBERTO Istruttore della GIL
BORTOLOTTO LUIGI Già segretario amministrativo di questo fascio
ALBERTINELLI VALENTINO Già componente il direttorio
TURCHETTO ARTURO Capo nucleo
COSTA VINCENZO Capo Nucleo
Per lunedì ti manderò l'elenco dei quattro Giovani Fascisti.=
Vinceremo ! IL SEGRETARIO POLITICO
Bortolotto Dr Costante
1943
Il 14 gennaio 1943, alla Conferenza di Casablanca, Roosevelt e Churchill decidevano
l’apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dall’Italia meridionale,
il “ventre molle d’Europa”. Diverse erano le valutazioni e gli interessi in gioco
tra Stati Uniti e Gran Bretagna, ma comune era la consapevolezza che l’invasione della Penisola
avrebbe favorito la caduta del fascismo. Il 18 gennaio i sovietici annunciarono di aver rotto
l’assedio di Leningrado, mentre a Varsavia gli ebrei si rivoltavano nel ghetto.
Il 23 gennaio i britannici occupavano la città di Tripoli e le forze italo-tedesche
erano costrette a ripiegare in Tunisia.
Il 26 in Russia le forze italiane impegnavano
quelle sovietiche nella Battaglia della Nikolaiewka per evitare l’accerchiamento.
Caduti sandonatesi in Russia
Nella terribile campagna di Russia diversi furono i giovani soldati originari di San Donà di Piave
e caduti in Russia; i più furono dichiarati dispersi durante le offensive russe di fine gennaio 1943:
• Bragato Mario (1921), fante del 277° Reggimento Fanteria, morto il 10 marzo 1943 campo 188 (Tambov)
• Brollo Angelo (1914), mitragliere del 156° Battaglione Mitraglieri, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Conte Antonio (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Dalla Francesca Elio (1921), fante del 278° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Giacomel Giuseppe (1922), fante del 278° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Masarin Vittorio (1922), fante 277° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Mattiel Attilio (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Miozzo Angelo (1922), fante del 278° Reggimento Fanteria, caduto 30 gennaio 1943 (disperso)
• Ongaretto Ferruccio (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, morto 28 marzo 1943 campo 56 (Uciostoie)
• Pavan Giannetto (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, morto il 10 novembre 1944 campo 56 (Uciostoie)
• Scomparin Gregorio (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Sgnaolin Renato (1922), mitragliere del 156° Battaglione Mitraglieri, caduto 31 dicembre 1942 (disperso)
• Stefanello Alfredo (1922), caporale del 278° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Vallese Antonio (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, caduto 23 gennaio 1943 (disperso)
• Zamuner Arturo (1914), mitragliere del 156° Battaglione Mitraglieri, caduto 31 dicembre 1942 (disperso)
• Zanutto Pacifico (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, caduto 31 gennaio 1943 (disperso)
• Zecchin Luigi (1922), fante del 277° Reggimento Fanteria, morto 11 marzo 1943 campo 62 (Nekrilovo)
Per Ricordare e Onorare i Soldati del Csir e dell’ARMIR, i Reduci, i Caduti, i Dispersi
e i Morti in Prigionia
nell’ottantunesimo anniversario del Ripiegamento di Russia, domenica 15 settembre 2024 fu indetta
una Cerimonia Solenne dall’UNIRR presso il Tempio di Cargnacco a Pozzuolo del Friuli (Ud).
Il 2 febbraio finiva la Battaglia di Stalingrado con la resa della VI armata del Feldmaresciallo Paulus.
Il 5 febbraio Mussolini assumeva direttamente il Ministero degli Esteri e l’esonerato Ciano
veniva nominato ambasciatore presso il Vaticano. L’11 febbraio Il generale Eisenhower
veniva nominato comandante delle forze alleate in Europa Il 18 febbraio la Gestapo
arrestava i membri della Rosa Bianca, che venivano giustiziati quattro giorni dopo.
Il 1° marzo in Italia veniva ridotta del 25% l’erogazione dell’energia elettrica
e il 5 a Torino iniziava lo sciopero degli operai della Fiat Mirafiori: in pochi giorni
centomila lavoratori incrociarono le braccia nella prima grande ribellione operaia
che si sarebbe estesa presto in tutte le fabbriche del Nord; rappresentò il primo,
vero e corale, episodio della Resistenza antifascista.
1943: Piazzetta Trevisan
Interno del duomo
Via Italo Balbo (che dopo la guerra sarebbe divenuta Via XIII Martiri)
Il 24 giugno, in un discorso ai gerarchi,
reso pubblico solo alcuni giorni dopo, Mussolini dichiarava che un eventuale
sbarco degli alleati sarebbe stato bloccato «su quella linea che i marinai chiamano del bagnasciuga».
Intendeva dire “sulla battigia”. I puristi colsero l’occasione per mostrare
che l’infallibile Duce era perlomeno sgrammaticato: per l’immagine del capo fu
peggio che una battaglia perduta. Il cattivo presagio puntualmente si avverò
in luglio con gli sbarchi delle truppe alleate in Sicilia.
L’Italia di Mussolini perdeva i primi pezzi.
Nonostante Roma fosse stata dichiarata “città aperta” il 19 luglio gli Alleati
bombardavano il quartiere di San Lorenzo e il papa usciva dal Vaticano
e si portava sul luogo delle distruzioni. Il 21 luglio Mussolini incontrava Hitler a Feltre,
senza riuscire a ottenere nuovi aiuti per difendere la Sicilia. Con Vittorio Emanuele III,
il Duce però si mostrava sicuro che i tedeschi avrebbero vinto grazie alle «armi segrete»
che stavano preparando.
Cade il fascismo
Una settimana dopo Il 25 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo mise in minoranza Mussolini
votando l’ordine del giorno Grandi e costringendo il Duce alle dimissioni; contestualmente Mussolini
veniva arrestato e il potere affidato al Maresciallo d’Italia Generale Pietro Badoglio.
La radio trasmise la notizia al paese alle 22,45. Era l’epilogo della dittatura fascista in Italia.
Il giorno dopo la Wermacht occupò l’intero Sud Tirolo mentre la notizia della caduta di Mussolini
cominciò a circolare provocando dimostrazioni di gioia in molte parti d’Italia.
Scoppiò la gioia anche in città, una gioia timorosa…
Il 27 luglio Badoglio dispose lo scioglimento del Partito Nazionale Fascista. Al quartier generale
di Hitler si preparavano intanto i piani per l’occupazione militare dell’Italia, il disarmo
delle sue truppe e la liberazione di Mussolini. Nuove truppe tedesche venivano fatte affluire in Italia.
A metà agosto gli Alleati, con un massiccio bombardamento, distruggevano Terni e il centro di Milano.
Il 17 agosto la VII armata americana raggiungeva Messina, seguita dopo poche ore dall’VIII armata britannica,
sancendo così la completa conquista della Sicilia. Nella Conferenza di Quebec (17-24 agosto)
Roosevelt e Churchill decidevano l’invasione della penisola italiana (oltre che lo sbarco
nelle Filippine e la costruzione della bomba atomica).
Caduto Mussolini, i fascisti si guardavano attorno: - E adesso, che si fa? - sembravano chiedersi
l’un l’altro. I ricchi nascosero le ricchezze e gli uomini di potere si fecero da parte,
almeno momentaneamente, pronti, a rientrare in scena una volta capiti gli sviluppi della situazione.
Il 3 settembre gli Alleati sbarcavano sul continente, mentre a Cassibile veniva firmato
l’armistizio tra il Generale Castellano, inviato del Generale Badoglio,
e il Comando Alleato: sarebbe passato alla storia come l’armistizio «corto»; quello «lungo» conteneva clausole che non
furono subito rese note. Nei giorni successivi, mentre si definivano con precisione
queste clausole più precise, che il governo italiano aveva interesse a mantenere segrete
il più a lungo possibile onde parare le mosse della reazione tedesca, gli alleati
le annunciarono a sorpresa: era l’8 settembre.
8 settembre 1943: tutti a casa
Badoglio comunicò per radio alla nazione la cessazione delle ostilità. I generali italiani,
senza ordini da giorni, furono presi alla sprovvista. L’esercito italiano, rimasto senza comandi,
si disfece come burro. Nella percezione degli abitanti del paese la guerra finì quel giorno,
ed esplose la gioia generale. «Papà, papà, è finita la guerra» urlarono i bambini. «No – risposero i più consapevoli
– adesso verrà il brutto».
Nei giorni successivi, mentre i soldati dell’esercito, senza comandi, cercavano con mezzi di fortuna
di tornare al proprio paese , l’Italia si trovava in guerra - non dichiarata - con la Germania. E gli italiani
avrebbe assaggiato il peggior gusto di quella che rimaneva da combattere. I membri della corte
reale e gli esponenti del governo erano già scappati a Pescara, e da lì salpati alla volta di Brindisi.
Gli Alleati sbarcavano a Salerno e Taranto. Veniva creato il Comitato di Liberazione Nazionale.
Nell'amministrazione comunale
al podestà subentrò un commissario prefettizio.
L’11 settembre il generale tedesco Kesselring, comandante delle forze di occupazione,
dichiarava il territorio italiano sotto controllo tedesco «zona di guerra»;
il giorno dopo Mussolini veniva liberato dalla prigionia sul Gran Sasso e trasferito con un aereo in Germania.
Il 16 settembre le truppe del maresciallo inglese Montgomery e quelle del generale statunitense Clark
si ricongiungevano a sud di Battipaglia. Il Reich tedesco si annetteva le province di Bolzano, Belluno e Trento,
destinate a formare la regione del Voralpenland, e quelle di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana
che andranno a formare la l’Adriatisches Küsterland.
Il 18 settembre Mussolini, parlando da Radio Monaco, annunciava la costituzione del Partito fascista repubblicano.
In città, e ancor di più in campagna, nascevano le prime formazioni partigiane.
Già in settembre si verificarono i primi episodi di resistenza e le prime stragi naziste in Italia.
Il 23 settembre fu costituita la Repubblica di Salò. Il governo era così formato:
Guido Buffarini-Guidi (ministero degli Interni), Antonino Tringali Casanuova (Giustizia),
Domenico Pellegrini Giampietro (Finanze, Scambi e Valute), Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani (Difesa nazionale),
ammiraglio Antonio Legnani (sottosegretario per la Marina), comandante Ernesto Botto
(sottosegretario per l’Aeronautica), Silvio Gay (Economia corporativa), Edoardo Moroni (Agricoltura),
Giuseppe Peverelli (Comunicazioni), Carlo Alberto Biggini (Educazione nazionale),
Fernando Mezzasoma (Cultura popolare). Membro di diritto del governo fu nominato il segretario del Partito,
Alessandro Pavolini. L’esercito, formato inizialmente da circa 180.000 uomini
che non accettarono la capitolazione e che decisero di continuare a combattere accanto ai tedeschi,
in seguito avrebbe raggiunto il numero di circa 800.000 uomini tra ufficiali e soldati.
Il 13 ottobre l’Italia di Brindisi dichiarò guerra alla Germania nazista
e diventò cobelligerante a fianco degli Alleati. Il 16 ottobre dal ghetto di Roma
venivano deportati 1022 Ebrei. Il diavolo si era impossessato
della storia italiana.
Ovviamente il diavolo non dimenticava di portare avanti le piccole attività
quotidiane anche in città.
Il 19 novembre Mussolini ricostituiva la Milizia fascista formata da 100.000 volontari
e la X MAS formata da 4.000 incursori. La Repubblica di Salò il 1° dicembre assumeva
il nome di Repubblica Sociale di Salò. Tutti gli ebrei dovevano essere trasferiti nei
campi di concentramento.
La TODT si stemava in città, e l'inflazione galoppava.
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