1966
Cade l'angelo dal cielo
La mattina del 6 agosto 1966, colpita da un fulmine, cadde a terra in fiamme la statua dell'angelo
installata sul campanile di San Donà di Piave nel lontano 26 ottobre 1925.
Era stata voluta dal Torres, progettista della chiesa, e realizzata in legno dell'artigiano Demetz di Ortisei e poi rivestito con lamine di bronzo.
(Secondo il Chimenton, l'angelo fu collocato sul campanile nel 1922.)
Solo la testa non andò in frantumi (misurava circa 45 cm di larghezza per 50 cm di altezza).
Anni orsono Marco Franzoi riportò su "Sandonadomani" la notizia che la testa, solo parzialmente danneggiata,
era conservata in un locale gestito da un sandonatese in via Gemona, nel centro di Udine.
L’aveva acquistata a suo tempo da un rigattiere di Jesolo.
1967
Via XIII Martiri all'altezza dell'Oratorio Don Bosco: domina la scena l'Hotel Trieste
L'Hotel Trieste era gestito dai Menegaldo.
1968
Il primo marzo 1968 usciva il primo numero de «Il Piave», periodico di informazione
a cura dell’Amministrazione comunale di San Donà di Piave. A cadenza quindicinale ogni famiglia
riceveva una copia del giornale nella classica fogliazione a quattro facciate dove
vi erano le notizie istituzionali riguardanti la città ma dove si potevano trovare
anche degli approfondimenti riguardo la cultura, la storia e lo sport.
In uno dei numeri di luglio vi si raccontava dell’inaugurazione del Monastero delle Clarisse
in prossimità del cimitero cittadino.
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Il Monastero in costruzione (Il Piave, anno I n. 9)
Il Monastero delle Clarisse, un esempio dell’architettura moderna
Un nuovo monastero delle clarisse sorge di fronte al Camposanto, luogo di pace, serenità e solitudine.
È stato inaugurato il 21 luglio u.s. in un tranquillo pomeriggio di primo estate.
Alla presenza del Vescovo Mistrorigo, di Autorità religiose e civili e con una imponente partecipazione
di folla, il monastero è stato benedetto, inaugurato e consegnato ufficialmente alle suore clarisse,
monache di stretta clausura.
La S. Messa celebrata nel presbiterio ha acquistato un particolare significato,
si avvertiva, nell’aria un senso di vero e profondo misticismo.
Al termine del rito c’è stata la visita al monastero. L’edificio si presenta come un qualcosa
di estremamente valido in un contesto di architettura moderna; la funzionalità più completa
e un buon gusto tipicamente moderno e privo di orpelli, si collegano chiaramente alle idee
di Le Corbusier, caposcuola dell’architettura moderna.
L’edificio consta di una parte destinata al culto: il doppio coro per la preghiera notturna
e diurna, orientati, uno verso il Tabernacolo e l’altra verso l’altare, servendo rispettivamente
la recita notturna e l’altro al servizio Eucaristico; inoltre lo spazio riservato alle due assemblee
ruota attorno all’altare in modo da formare un angolo retto.
La parte riservata all’abitazione delle monache conserva gli stessi caratteri di modernità
e funzionalità senza però rinunciare alla fedeltà ad una tradizione che traspare anche nei dettagli:
le piccole celle, il tavolato per dormire, l’angolo per la preghiera individuale,
la nuda croce, la severità degli infissi e delle rifiniture. Originale e a vasto respiro,
si presenta il refettorio.
Cala la sera, il monastero è ormai una sagoma nera che si staglia su un cielo ancora luminoso.
La gente, a gruppi se ne va, si incrociano gli ultimi commenti, elogi e qualche critica.
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1969
1970
Si tengono le elezioni per il Consiglio Comunale e risultano eletti:
| 1 Gusso Giuliano | D.C. Sindaco |
| 2 Pettoello Mario | D.C. Ass. |
| 3 Pavanello Natale | D.C. Ass. |
| 4 Orlando Massimiliano | D.C. |
| 5 Pagotto Santo | D.C. |
| 6 Trevisan Carlo | D.C. Ass. |
| 7 Toffoli Jolanda | D.C. |
| 8 Prata Giovanna | D.C. Ass. |
| 9 Donà Evelino | D.C. |
| 10 Tonetto Carlo | D.C. |
| 11 Tuis Ivano | D.C. |
| 12 Boni Renzo | D.C. |
| 13 Fumei Giovanni | D.C. |
| 14 Pontello Angelo | D.C. Ass. |
| 15 Rizzetto Alfeo | D.C. |
| 16 Furlan Giampietro | D.C. |
| 17 Schiabel Giannino | D.C. |
| 18 Pianon Marco | D.C. |
| 19 Cacciari Massimo | P.C.I. |
| 20 Araldi Williamo | P.C.I. |
| 21 Ferrari Armando | P.C.I. |
| 22 Bortoletto Giovanni | P.C.I. |
| 23 Cibin Antonio | P.C.I. |
| 24 Barosco Riccardo | P.S.I. |
| 25 Barborosso Francesco | P.S.I. |
| 26 Merlo Alessandro | P.S.I. |
| 27 Milan Romano | P.S.. |
| 28 Trame Lorenzo | P.L.I. |
| 29 Gobbo Alberto | P.S.D.I. |
| 30 Buffolo Giuseppe Virgilio | P.S.I.U.P. |
15 marzo 1970: morte di Mario Rorato
Desta profonda emozione un episodio di cronaca nera: Mario Rorato, un bambino di 8 anni (è nato nel 1961),
viene trovato morto nella golena del Piave (oggi Parco Fluviale): risulta subito evidente che il piccolo
è stato seviziato, violentato e ucciso. La città è sconvolta.
Serrate indagini giungono in breve a identificare l'assassino in un giovane disadattato del luogo, tale
Antonio Pastres, di Marghera, che lo ha circuito e condotto in golena.
La morte di Marietto scuote profondamente le coscienze dei sandonatesi che
dimostrano il loro dolore partecipando in 25.000 alle esequie.
Viene finalmente riattato il secondo binario della linea ferroviaria che, nel contempo, viene elettrificata.
Sgomberata la ex Caserma "Tito Acerbo"
Viene finalmente attuato lo sgombero delle 90 famiglie che risiedevano nella ex Caserma Tito Acerbo
e nelle baracche poste nel cortile